Repubblica Dominicana, la riforma del lavoro è a un passo dal fallimento: il dialogo è fermo
La riforma del Codice del Lavoro della Repubblica Dominicana rischia di naufragare. A meno di un mese dalla chiusura della legislatura, il confronto tra Governo, sindacati e imprenditori è completamente bloccato e il progetto potrebbe decadere se non sarà approvato entro il 26 luglio.

Il presidente della Confederación Nacional de Unidad Sindical (CNUS), Rafael “Pepe” Abreu, denuncia un «silenzio assoluto» dopo l’appello del presidente Luis Abinader a riprendere il dialogo tra le parti. Secondo il sindacalista, il Consiglio Consultivo del Lavoro, l’organismo incaricato di convocare il confronto, non ha ancora fissato alcun incontro.
Il nodo principale resta quello della cesantía, l’indennità spettante ai lavoratori in caso di licenziamento. Il Governo ha ribadito che non intende modificarla, mentre il settore imprenditoriale continua a chiedere una revisione di alcuni aspetti della riforma.
Se il Congresso non riuscirà ad approvare il testo entro la fine della sessione legislativa, il progetto decadrà e l’intero iter dovrà ricominciare da capo. Sarebbe un duro colpo per una riforma discussa da quasi due anni e considerata strategica per aggiornare il Codice del Lavoro dominicano, in vigore dal 1992.
Le prossime settimane saranno quindi decisive. Se il dialogo non riprenderà rapidamente, la Repubblica Dominicana rischia di perdere un’altra occasione per modernizzare una delle sue principali leggi sul lavoro.
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