Santo Domingo. Antonio Bellomunno ci ha lasciato
“Quando un amico se ne va, rimane uno spazio vuoto” recita una vecchia canzone.
È proprio così: Antonio Bellomunno ha lasciato un enorme spazio vuoto all’interno della comunità italiana della Repubblica Dominicano dove era conosciutissimo e molto apprezzato, sia come uomo, sensibile, gran lavoratore, attaccatissimo alla sua famiglia, così come per il suo lavoro di assicuratore, che svolgeva da anni con grande professionalità, curando nei minimi particolari l’attenzione ai suoi clienti, che, ancor più che clienti, erano degli amici.
Aveva ottant’anni e, purtroppo, è stato stroncato, nei giorni scorsi, da un ictus cerebrale.
Antonio era arrivato nella Repubblica Dominicana, con la moglie Nunzia, negli anni ‘80. Desideravano trascorrervi una vacanza e, invece, quello che doveva essere un breve soggiorno di svago, si è trasformato in una ragione di vita.
Nunzia e Antonio si sono innamorati di questo Paese e hanno deciso di stabilirsi qui. Era il gennaio del 1993, quasi 30 anni fa, quando i coniugi Bellomunno sbarcarono a Santo Domingo con i due figli, Cristina e Giampaolo.
“Papà aveva aperto una agenzia viaggi, la Milan Travels – racconta Cristina Bellomunno – Il suo sogno era quello di poter vivere sei mesi qui e sei mesi in Italia. Ma la realtà fu un’altra, dato che la agenzia non spiccò il volo e papà cominciò a inventarsi l’impossibile perché aveva portato tutta la famiglia in un altro Paese e doveva occuparsene”.
Antonio Bellomunno, lavoratore instancabile, dotato di una intelligenza vivissima e di una grande duttilità imprenditoriale, cominciò quindi a importare vini e liquori dall’Italia. Con una “guaguita”, un piccolo mezzo di trasporto, si dedicò per anni a vendere vini agli hotel e ai ristoranti di tutto il Paese.
Quando vide una migliore opportunità di lavoro, lasciò questo commercio e si lanciò, corpo ed anima, nelle assicurazioni, dapprima con la BMI, poi con MAFRE.
Il suo ufficio di Santo Domingo, nella piazza Paseo del Teatro, era frequentatissimo. Qui Antonio riceveva i connazionali per iscriverli nelle polizze di salute e altro, “sempre mantenendo la sua famiglia e senza fargli mancare nulla – sottolinea Cristina – Era un uomo che escogitava mille idee geniali per poter andare avanti, un padre presente, amoroso e responsabile, un marito e un compagno fedele”.
Antonio si è spento lo scorso 11 dicembre, giorno di Santa Lucia, alle 8.40 del mattino in una clinica della capitale. Lascia la moglie Nunzia, i due figli Cristina e Giampaolo, che gli hanno regalato tre nipoti, cui era affezionatissimo.
