Turismo delle Radici, al via i primi progetti pilota
Firmate alla Farnesina le convenzioni per rilanciare i borghi italiani e rafforzare il legame con gli italiani nel mondo.
Entra nella fase operativa il progetto del “#Turismo delle Radici”, l’iniziativa promossa dalla Farnesina per riportare in Italia milioni di italodiscendenti desiderosi di riscoprire i luoghi di origine delle proprie famiglie.
Alla Farnesina sono state infatti firmate le prime convenzioni relative agli interventi finanziati attraverso il Fondo Sviluppo e Coesione, dando ufficialmente il via ai progetti pilota che coinvolgeranno territori, comuni e realtà locali italiane.
Ad aprire la cerimonia è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha definito il Turismo delle Radici uno degli strumenti centrali della “diplomazia della crescita” italiana. Secondo Tajani, il progetto rappresenta anche una opportunità concreta per valorizzare i piccoli borghi e contrastare lo spopolamento di molte aree interne del Paese.
L’iniziativa punta soprattutto agli oltre 80 milioni di persone nel mondo con origini italiane. Molti di loro cercano non soltanto una vacanza, ma un viaggio emotivo e identitario: visitare il paese dei nonni, ritrovare parenti lontani, consultare archivi comunali o conoscere le tradizioni familiari tramandate all’estero.
Secondo i dati illustrati durante l’incontro, il Turismo delle Radici sta diventando un settore sempre più importante per l’economia italiana. Gli italodiscendenti tendono infatti a fermarsi più a lungo rispetto ai turisti tradizionali e spesso visitano località meno conosciute, generando benefici economici diffusi durante tutto l’anno.
Tra i soggetti coinvolti nei primi progetti pilota figurano la Provincia di Avellino, il Comune di Fiumicino, il Parco Ausoni e Lago di Fondi e Sport e Salute. Le convenzioni firmate serviranno a migliorare l’accoglienza, i servizi territoriali e le attività dedicate agli italiani residenti all’estero e ai loro discendenti.
Negli ultimi anni il progetto ha già prodotto numeri significativi: oltre mille eventi organizzati, centinaia di comuni coinvolti e milioni di visite alle piattaforme dedicate alla ricerca genealogica e ai viaggi delle origini.
Per il governo italiano, il Turismo delle Radici non rappresenta soltanto una forma di promozione turistica, ma anche uno strumento culturale e identitario capace di rafforzare il rapporto tra l’Italia e le sue comunità sparse nel mondo.
