“Una storia contadina” una saga d’altri tempi tra Italia e Argentina

È il viaggio di un contadino del nord Italia che sognava di vedere il mare ed è finito in Argentina. Una saga familiare che potrei definire, non dagli Appennini alle Ande, come scriveva il De Amicis, ma piuttosto dalle Prealpi piemontesi alla Pampa argentina.
È la storia, molto romanzata, di mio nonno Carlín, e poi di mia nonna Margherita, della mia famiglia, che lui mi raccontava, quand’ero piccolo, seduto accanto alla stufa a legno, e io mi beavo di ascoltarlo.
Forse anche una storia del “turismo delle radici” di cui oggi si fa un gran parlare, di un ritorno a casa, dopo tante avventure.
Carlin amava il vino, forse anche troppo, ma era il suo unico sfogo, insieme a un buon Toscanello. Una vita dura, nei campi dal mattino alla sera, un matrimonio di convenienza e tante avventure, perché Carlín era un Casanova e amava le donne, in particolare il suo amore impossibile, la bella Rosina. E poi, dopo aver ascoltato i racconti all’osteria di Tunín, un anziano che aveva lavorato ai docks di New York, voleva vedere il mare. “Ma il mare è più grande della nostra Sesia?”, chiedeva curiosissimo al vecchio amico, accompagnandolo quando questo andava nelle risaie a pescare le rane. Finché un giorno si è deciso, complici avvenimenti avversi, e il mare è andato a conoscerlo di persona. Prima a Genova, con una avventurosa attraversata del suo Piemonte, e poi imbarcandosi sulla nave che lo avrebbe portato in Argentina, a Cordoba, dove un suo amico d’infanzia era diventato un ricco “fazendero”.
Ma l’irrequieto Carlín, appena vedeva una sottana… e ancora una volta, anche in terra straniera, il suo amore per le belle donne lo ha tradito…
“Una storia contadina”, questo il titolo del romanzo, è stato il mio primo libro. Scritto una trentina di anni fa è ancora uno dei più letti. Ha avuto anche una traduzione allo spagnolo (“Una Historia Campesina”), curata dall’ex vice direttore dell’Archivio Nazionale di Santo Domingo, Miguel Holguin Veras, che ne faciliterà la lettura per coloro che, soprattutto in America Latina, desiderano leggerlo in questa lingua.
La saga di Carlín la racconto attraverso 480 pagine (567 nell’edizione in spagnolo). Potrebbero sembrare molte, ma la lettura scorre rapida perché il romanzo è pieno di colpi di scena che catturano il lettore. Ricordo, quando è uscita la prima edizione in italiano, un amico che mi ha telefonato rimproverandomi bonariamente: “Mia moglie ha cominciato a leggere il tuo libro ed è venuta a letto alle 4 passate perché non riusciva a staccarsene”.
Mi sovviene anche la presentazione, alla Biblioteca Nacional di Santo Domingo, a cura del rimpianto amico Diógenes Valdez che ne diceva un gran bene, così come le recensioni apparse sulla stampa dominicana.
Tempo fa ho voluto riproporlo, dandogli una veste nuova, più accattivante esteticamente grazie anche alla copertina disegnata da Clearco Giuria.
Ed eccolo disponibile, al sito www.lulu.com, tanto in italiano come in spagnolo, a un prezzo molto abbordabile, nonostante la mole del romanzo, meno di 20 dollari (16.70 euro).
In Lulu ho proposto uno sconto notevole rispetto a come il libro viene venduto in Amazon.
I link per acquistarlo e riceverlo a casa sono:
Edizione in italiano:
Edizione in spagnolo:
