Atlantico in allerta: occhi puntati su un’area di bassa pressione sopra la Repubblica Dominicana
L’Atlantico tropicale continua a mostrare un’intensa attività ciclonica in questa fase di fine settembre. Oltre alle tempeste tropicali Humberto e Gabrielle, già formate e monitorate a est dei Caraibi e in pieno oceano, gli esperti guardano con particolare attenzione a un’area di bassa pressione situata sopra la Repubblica Dominicana, che potrebbe organizzarsi e dare origine a un nuovo ciclone nei prossimi giorni.
La situazione attuale
Secondo il bollettino del National Hurricane Center (NHC), la perturbazione che si trova in queste ore tra l’isola di Hispaniola e le Bahamas presenta condizioni ambientali favorevoli allo sviluppo. Le proiezioni indicano una probabilità superiore al 60% di formazione ciclonica entro la prossima settimana. L’area evidenziata in rosso nella mappa ufficiale si estende verso nord-ovest, coinvolgendo le Bahamas e puntando in direzione della costa sudorientale degli Stati Uniti.
Al momento non si tratta ancora di un sistema organizzato, ma la combinazione di mari molto caldi e bassa intensità di vento in quota potrebbe favorire la sua trasformazione in depressione o tempesta tropicale già nelle prossime 48-72 ore.
Humberto e Gabrielle già in mare aperto
Nel frattempo, il bacino atlantico resta affollato:
Humberto, tempesta tropicale localizzata a nord-est delle Antille, prosegue la sua rotta verso l’Atlantico centrale senza minaccia diretta per le isole caraibiche.
Gabrielle, più a est, si muove in acque aperte lontano dalle terre emerse, ma resta sorvegliata per la sua possibile evoluzione in uragano.
Impatti per la Repubblica Dominicana
Per la Repubblica Dominicana, l’attenzione resta alta. Anche se l’eventuale sviluppo ciclonico avverrà probabilmente quando il sistema si sarà già spostato verso nord, piogge intense e improvvisi temporali sono attesi sul territorio nelle prossime giornate, con il rischio di allagamenti e frane nelle aree montuose. Le autorità di protezione civile hanno invitato la popolazione a seguire gli aggiornamenti ufficiali e a non sottovalutare l’instabilità atmosferica già in atto.
La stagione degli uragani 2025 conferma così la sua dinamicità, con più sistemi attivi contemporaneamente e nuove minacce in formazione.
