Carlos Tavares, Mr. 100 milioni di euro (di buonuscita)

Nonostante le smentite di Stellantis, supportate anche dal Financial Times (secondo il quale il “TFR” del manager portoghese sarebbe di “soli” 36,5 milioni di euro), la liquidazione a 9 cifre potrebbe non essere una bufala. Ma chi è questo dirigente d’azienda famoso per i dividendi d’oro (in quattro anni 23 miliardi agli azionisti) ma anche per i tagli e una gestione che, secondo Paolo Bricco del Sole 24 Ore, in Italia, nei fatti, avrebbe “desertificato tutto”?
Da una settimana, tutti parlano di Carlos Tavares, CEO dimissionario di Stellantis. Nato a Lisbona nel 1958, il top manager più pagato al mondo (nel 2023 ha guadagnato 23,47 milioni di euro al lordo delle tasse) ha iniziato la carriera in Renault nel 1981, diventando successivamente Chief Operating Officer. Nel 2014 è diventato CEO del Gruppo PSA e, dopo la fusione con FCA, ha guidato Stellantis dal 2020 fino al recente divorzio del 1º dicembre 2024.
La sua scalata nell’automotive, lunga quattro decenni, si è svolta all’insegna del motto “O meglio, o niente” ed è stata costellata di scontri con la politica e i sindacati per il suo stile manageriale considerato ruvido o, come ama definirsi, da “psicopatico delle performance”. L’inedito modus operandi con cui ha guidato Stellantis parla chiaro: fabbriche al minimo produttivo e rincari dei prezzi a ogni picco di domanda. Tuttavia, talune strategie, come la concezione dell’amore secondo Henri de Régnier, sono eterne finché durano; quando il mercato dell’auto in Europa è crollato e negli Stati Uniti i prezzi eccessivi hanno allontanato la clientela, qualcosa si è rotto.
Dopo i bilanci del terzo trimestre dell’anno, in cui i ricavi di Stellantis sono diminuiti del 27% e le consegne mondiali sono calate del 20% rispetto all’anno precedente — con una flessione del 17% in Europa e del 36% in Nord America — il rapporto con Elkann e la famiglia Agnelli si è deteriorato. Il CDA ha così avviato la ricerca di un successore a partire dal 2026, ma l’insistenza del manager sull’elettrico, nonostante le vendite stagnanti, e il conflitto sempre più aspro con il governo italiano hanno accelerato gli eventi, fino alle dimissioni di domenica. Così, dopo il turbolento divorzio con Renault, si è chiuso in malo modo anche il rapporto con il gruppo che lui stesso ha contribuito a creare.
E il futuro? Su Forbes, leggiamo che Luca Maestri, l’ex CFO di Apple, potrebbe presto diventare il nuovo CEO di Stellantis, ma questa è già un’altra storia.
