Il Capitano “Sully”: “Quello di Washington è uno degli aeroporti più difficili degli Usa”
Parla al New York Times il pilota che nel 2009 fece atterrare un aereo nel fiume Hudson: “Dobbiamo imparare dagli incidenti, quello scalo è vecchio”.
Chesley B. Sullenberger III lo conoscono tutti solo come Sully. Il pilota che fece atterrare in sicurezza un aereo pieno di gente nel fiume Hudson, nel 2009. Clint Eastwood ci fece un film, lui era interpretato da Tom Hanks. Ecco, Sully dice che l’incidente nel fiume Potomac è avvenuto in un momento “eccezionalmente sicuro” nella storia dell’aviazione, ma dimostra “quanto dobbiamo restare vigili”.
“Abbiamo dovuto imparare lezioni importanti letteralmente con il sangue, troppo spesso – ha detto al New York Times – e finalmente siamo andati oltre, al punto che possiamo imparare dagli incidenti, e non dagli infortuni”.
Prima di questo, negli Stati Uniti non si verificava un incidente aereo mortale tra aerei commerciali da quasi 16 anni. La collisione tra il Bombardier CRJ700 e l’elicottero militare è avvenuta durante la discesa verso l’aeroporto Reagan, a poche miglia dal centro di Washington, uno degli aeroporti più difficili da gestire del Paese. Uno scalo che richiede una formazione aggiuntiva per i piloti che vi operano. Gestisce un traffico intenso e ha piste corte. È stato costruito alla fine degli anni ’30.
“Non è cambiato molto da allora”, dice il comandante Sullenberger. “Certo, abbiamo aggiunto tecnologia. Ma molta tecnologia è vecchia”.
L’aeroporto potrebbe non essere stata l’unica sfida per il volo 5342 dell’American Eagle in avvicinamento a Washington, partito da Wichita, in Kansas. L’avvicinamento era di notte e sopra l’acqua, due fattori che avrebbero potuto rendere più difficile evitare l’elicottero: “La notte rende sempre le cose diverse nel vedere altri aerei: fondamentalmente tutto ciò che puoi fare è vedere le luci. Devi cercare di capire: sono sopra o sotto di te? O quanto sono lontani? O in quale direzione sono diretti?”.
“Sono semplicemente devastato da tutto questo”, ha detto, aggiungendo: “Abbiamo l’obbligo di imparare da ogni fallimento e di migliorare”.
Agenzia DIRE – www.dire.it
