L’Amarone italiano conquista gli Stati Uniti: le Famiglie Storiche volano in Texas e California
L’Italia del vino torna protagonista negli Stati Uniti.
Ad agosto l’associazione Famiglie Storiche, che riunisce tredici storiche cantine della Valpolicella impegnate nella valorizzazione dell’Amarone e della cultura vitivinicola del territorio, sarà protagonista di due importanti appuntamenti professionali negli Stati Uniti.
Non si tratta soltanto di degustazioni.
L’obiettivo è raccontare agli operatori americani la storia, la cultura e l’identità che stanno dietro a uno dei vini italiani più conosciuti nel mondo.

Prima tappa in Texas
Il primo appuntamento è previsto il 23 e 24 agosto a Irving, in Texas, nell’ambito di TexSom, uno dei più importanti eventi americani dedicati alla formazione e alla professionalità nel settore del vino.
Le tredici aziende dell’associazione saranno presenti con una serie di walkaround tasting riservati ai sommelier.
Sarà quindi un’occasione per presentare diverse interpretazioni dell’Amarone e permettere ai professionisti americani di conoscere direttamente i produttori.
Il 23 agosto è inoltre previsto un pranzo dedicato ai partecipanti del Summer Camp TexSom.
Dalla Texas alla California
Il viaggio americano delle Famiglie Storiche proseguirà il 26 agosto a San Francisco, nello storico Fairmont Hotel.
Qui sarà organizzata una giornata interamente dedicata all’eccellenza della Valpolicella, con una masterclass moderata da Paul Wagner, noto esperto e comunicatore del vino negli Stati Uniti, seguita da un ampio walkaround tasting destinato agli operatori del settore.
Due appuntamenti diversi, dunque, ma con lo stesso obiettivo: consolidare la presenza dell’Amarone italiano in uno dei mercati più importanti del mondo.
Gli Stati Uniti, un mercato strategico
Il mercato americano rappresenta da tempo una destinazione fondamentale per il vino italiano.
Per le cantine della Valpolicella, il rapporto con gli Stati Uniti significa non soltanto esportare bottiglie, ma anche costruire una conoscenza più approfondita del prodotto.
Ed è proprio questo il senso delle masterclass e delle degustazioni professionali.
Spiegare che dietro un Amarone non c’è soltanto un vino.
Ci sono un territorio, una tradizione, una tecnica produttiva e generazioni di conoscenze.
Il presidente di Famiglie Storiche, Luca Speri, ha sottolineato proprio l’importanza degli Stati Uniti per l’Amarone e per le aziende associate, indicando negli incontri di TexSom e San Francisco un’occasione per raccontare non soltanto i vini, ma anche la cultura e il patrimonio della Valpolicella.
Il vino come ambasciatore dell’Italia
È interessante osservare come il Made in Italy riesca a presentarsi all’estero attraverso prodotti molto diversi.
La moda porta nel mondo la creatività italiana.
Il design racconta la capacità di progettare.
La cucina racconta la nostra tradizione gastronomica.
E il vino porta con sé qualcosa di ancora più particolare: il territorio.
Una bottiglia di Amarone non racconta soltanto una cantina.
Racconta la Valpolicella, le sue colline, i suoi vigneti e una cultura che si è sviluppata nel corso dei secoli.
È questo uno dei grandi punti di forza del vino italiano rispetto alla concorrenza internazionale.
Dal produttore al sommelier
Gli appuntamenti americani delle Famiglie Storiche sono rivolti soprattutto a sommelier, buyer, operatori del settore e opinion leader.
È una scelta strategica.
Perché sono proprio questi professionisti a poter influenzare le scelte dei ristoranti, delle enoteche e dei consumatori americani.
Una masterclass può quindi avere effetti che vanno ben oltre la giornata nella quale viene organizzata.
Un sommelier che scopre un nuovo Amarone può proporlo nel proprio ristorante.
Un buyer può inserirlo nella propria selezione.
Un importatore può decidere di ampliare la propria offerta.
E una bottiglia italiana può così trovare nuovi consumatori dall’altra parte dell’oceano.
L’Italia che esporta cultura
Il valore di queste iniziative va quindi oltre i numeri dell’export.
Quando un prodotto italiano arriva negli Stati Uniti accompagnato dalla storia del territorio e delle persone che lo producono, diventa anche uno strumento di promozione culturale.
È un modo per far conoscere un pezzo dell’Italia a persone che magari non sono mai state in Valpolicella.
E può persino diventare un invito a visitarla.
Perché spesso il viaggio comincia proprio da una bottiglia.
Si assaggia un vino, ci si incuriosisce sulla sua origine e prima o poi nasce il desiderio di vedere quel territorio con i propri occhi.
Dal vino al turismo
Questo legame tra vino e turismo è particolarmente interessante per l’Italia.
Le strade del vino, le cantine, i borghi e i paesaggi rurali sono ormai parte dell’offerta turistica di molte regioni italiane.
La Valpolicella può quindi beneficiare anche della crescente attenzione internazionale verso i propri vini.
Il consumatore americano che conosce l’Amarone può diventare domani anche un visitatore italiano.
E dietro una bottiglia esportata negli Stati Uniti può nascere, indirettamente, un nuovo viaggio verso l’Italia.
Il Made in Italy non è soltanto un marchio
La missione americana delle Famiglie Storiche rappresenta bene una caratteristica del Made in Italy che spesso viene sottovalutata.
Non si tratta semplicemente di vendere un prodotto all’estero.
Si tratta di raccontarlo.
E quando il prodotto è legato a un territorio, raccontarlo significa raccontare anche l’Italia.
Da Irving a San Francisco, l’Amarone porterà dunque negli Stati Uniti un pezzo della Valpolicella.
Tredici cantine, due importanti appuntamenti e un messaggio molto semplice:
l’eccellenza italiana continua a viaggiare e, quando arriva dall’altra parte dell’oceano, porta con sé molto più di una bottiglia di vino.
